domingo, 26 de octubre de 2014

Nei pressi di Bari rinvenuto un villaggio di 7000 anni fa: ambienti, deposizioni rituali, statuine della Dea Madre. Gli esperti: «Un ritrovamento eccezionale»

L’area di Palese, piccola frazione fra la costa e l’immediato entroterra alle porte di Bari non è nuova ai ritrovamenti archeologici, ma questa volta pare che l’ultimo rinvenimento abbia davvero dell’eccezionale. In un terreno privato, adiacente ad una antica villa sita fra l’hotel La Baia e il lungomare è stato infatti rinvenuto un insediamento neolitico risalente a circa 7000 anni fa. Lo scavo ancora in corso è eseguito dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, la quale ha reso noto che, oltre a tracce di strutture abitative e produttive è emersa anche un’area funeraria che finora ha restituito almeno otto scheletri,  oltre a svariati altri reperti.
Dalle dichiarazioni di Donato Coppola, docente di Archeologia della Preistoria al dipartimento di Scienze dell’antichità dell’Ateneo di Bari, si è appreso che i resti di questo abitato Neolitico non hanno eguali nel panorama della preistoria italiana per via dello stato di conservazione del materiale rinvenuto. In particolare ha fatto riferimento alla buona conservazione di pavimenti abitativi e di altre testimonianze legate alla vita quotidiana degli agricoltori del VI-V millennio a.C., fra cui delle ceramiche e d una rarità costituita da una statuina in pietra della Dea Madre ritrovata accanto ad uno scheletro nel contesto di quella che ha tutta l’aria di essere una deposizione rituale. In particolare la tomba numerata come n. 6, risalente a 7500 anni fa, presenta l’unicità di un cadavere deposto in posizione prona con accanto alla testa una statuina della Dea Madre. A quanto ha dichiarato Sandro Sublimi Saponetti,  docente di Antropologia al dipartimento di Biologia dell’Ateneo barese, si tratterebbe di un tipo di sepoltura di cui in Italia esistono solo tre esempi. L’antropologo ha aggiunto che questo sito costituisce una sorta di grande archivio degli eventi di vita quotidiana dell’epoca, un’occasione piuttosto unica di poter esaminare non solo una necropoli molto antica ma anche uno spazio abitativo e produttivo. Questo scavo – ha concluso lo studioso – ha peraltro intercettato solo una piccola porzione dell’abitato che, quasi certamente, prosegue nelle proprietà limitrofe, sotto la strada adiacente e anche in direzione del mare.
La proprietà privata dell’area e la sua collocazione all’interno del centro abitato moderno, stanno sollevando in questi giorni seri interrogativi sulla sua futura destinazione. Da una parte gli studiosi premono perchè si prenda in considerazione la possibilità di creare un parco archeologico, magari sul modello di siti come Sesklo in Grecia e Banpo in Cina, in modo da trasformarlo in un vero “santuario” del Neolitico, come lo ha definito Sublimi Saponetti che insiste sulla necessità di salvaguardare l’area possibilmente richiamando su di essa anche l’interesse della comunità scientifica internazionale.
Meno sbilanciato l’atteggiamento delle istituzioni. Luigi Larocca, soprintendente ai beni Archeologici della Puglia, ha infatti ricordato come lo scavo ricada in un’area già a suo tempo vincolata dalla Soprintendenza per via di ritrovamenti neolitici lungo la costa, area che però è stata svincolata a seguito di un ricorso al Tar da parte delle proprietà private coinvolte. La situazione, a seguito delle nuove scoperte, va quindi rivalutata. Intanto – ha detto Larocca – la proprietà sta collaborando cofinanziando lo scavo, e solo dopo che saranno portate a termine ulteriori indagini archeologiche di carattere preventivo, potrà decidersi se sia da ritenersi sufficiente l’acquisizione del materiale scientifico oppure se debba procedersi ad una nuova imposizione di vincolo. Certo la situazione attuale dell’area fa ipotizzare con difficoltà la realizzazione di un parco archeologico, ma la cosa rimane da valutare. Quand’anche si decidesse per la riconsegna dei terreni ai proprietari, i materiali sarebbero comunque destinati ad una adeguata musealizzazione.
Su questa vicenda e sulla opportunità di valorizzare a beneficio di tutti un sito così importante è intervenuto anche l’architetto Eugenio Lombardi dell’Associazione Ecomuseale del Nord Barese che, coerente con il suo impegno quotidiano nella difesa del patrimonio storico e ambientale cittadino, lo scorso 15 ottobre ha inviato una lettera al ministro Franceschini, al governatore Vendola e al sindaco Decaro, affinchè promuovano la tutela integrale del sito e rendano nota all’opinione pubblica la destinazione futura di questo antichissimo villaggio.

Fame di Sud: http://www.famedisud.it/pressi-bari-rinvenuto-villaggio-7000-anni-fa-ambienti-deposizioni-rituali-statuine-dea-madre-gli-esperti-ritrovamento-eccezionale/

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